di Ernesto Grippo*
La cronaca nera pescarese racconta di spaccate nel cuore della notte in pieno centro. Ma non si raccontano i tanti furti di auto e moto che ogni mattina generano file nei presidi di polizia per le denunce di rito. Per non parlare delle violazioni al codice della strada per eccessi di velocità guida con abuso di alcool e con sostanze stupefacenti. Facile immaginare l’entità di quest’ultima violazione h24 a Pescara, prima città in Italia per uso di cocaina. Ci attestiamo ai dati dello scorso anno resi noti che registrano gli esiti degli esami delle acque negli anni precedenti. Attendiamo fiduciosi i prossimi. Ma è certo che la notte la città risulta essere presidiata con tanta fatica e con altrettanta estrema professionalità, abnegazione e spirito di sacrificio dalle forze di Polizia.
Ma quanti sono i posti di controllo, quali gli esiti ogni notte, quante pattuglie presidiano il territorio nella fascia 00/06 ogni giorno? E’ lecito chiederlo da parte dei pescaresi , da parte degli organi di informazione, degli stakeholders . Ricordo che nel 1966 il funzionario di turno della Polizia di Stato nel suo turno, due volte alla settimana, montava alle 22 staccava alle 6, usciva con le pantere per controlli di locali e controlli su strada. Poi tornava a casa una doccia, e il suo autista con la 600 blu, alle 8, era pronto per portarlo al commissariato di Pescara Porta Nuova che dirigeva, davanti all’Istituto Nostra Signora, per una normale giornata lavorativa. Poi il Ministero dell’Interno, ben poco lungimirante nel 1969, chiuse il Commissariato di Pescara Porta Nuova mentre Pescara esplodeva demograficamente anche con scelte non felici urbanisticamente e socialmente.
C’era ancora il corpo delle Guardie di pubblica sicurezza istituito dopo la liberazione di Roma con il decreto luogotenenziale 365 del 1944, con status di corpo militare. Era il 1946 quando si istituirono i Reparti mobili per l’ordine pubblico. Nel 1959 nacque il corpo Femminile, a Pescara nel 1962 arrivarono le prime ispettrici di Polizia. Il mitico capo della Polizia, prefetto Angelo Vicari, scrisse la storia delle Guardie di pubblica sicurezza in quegli anni. Con lui nacque la polizia criminale e l’Accademia di Polizia. Nel 1981 con la legge 121 la Polizia di Stato fu smilitarizzata. Gli operatori di Polizia furono molto più tutelati per la gravosità del lavoro.
Ma oggi la sicurezza delle città forse richiede un ripensamento delle forze di Polizia, un ruolo nuovo delle Polizie locali che la riforma in discussione in Parlamento in questi giorni certo non soddisfa. A Pescara è sconcertante consentire ancora alla Polizia locale di chiudere di notte pur avendo un organico idoneo per il turno h24. Una visione della sicurezza concreta, non mediatica, non percepita, ma reale è quello che si chiede per Pescara e non solo.
*Comandante Polizia locale Roseto degli Abruzzi
