Con la nascita di Nuova Pescara, Chiara Trulli non potrà essere rieletta sindaca di Spoltore
Ranghelli e Della Torre dopo la sentenza del Tar che ha bloccato l’inutile referendum della sindaca di Spoltore contro Nuova Pescara
La stroncatura del Tar al tentativo di indire un referendum contro Nuova Pescara – la fusione di Pescara, Spoltore e Montesilvano, che per legge avverrà nel 2027 – ha messo a nudo i limiti politici della sindaca di Spoltore Chiara Trulli (Pd), puntualizzati con un dettagliato comunicato stampa dai consiglieri comunali di opposizione Agnese Ranghelli (Prima Spoltore-FI) e Marco Della Torre (Spoltore Libera).
“La decisione del TAR di accogliere il ricorso dell’Associazione Nuova Pescara, blindando il percorso verso il comune unico e bloccando il referendum consultivo del 14 giugno, rappresenta una vera e propria debacle politica e amministrativa per la maggioranza che guida Spoltore e in primis del sindaco Chiara Trulli e del presidente del consiglio Lucio Matricciani“, si legge nel comunicato, che pubblichiamo integralmente. “Come consiglieri di opposizione che hanno scelto consapevolmente di non votare l’indizione di questo nuovo referendum, non possiamo che constatare come i nodi siano tristemente venuti al pettine e qualcuno a questo punto dovrà prendersi le sue responsabilità. Noi abbiamo sempre agito con senso di responsabilità e rispetto delle istituzioni, rifiutandoci di partecipare a un’operazione che appariva già da tempo priva di solido fondamento giuridico e utile solo a gettare fumo negli occhi dei cittadini.
Per mesi la maggioranza ha portato avanti una narrazione ideologica, sbandierando una presunta facilità di percorso e ignorando i rilievi normativi. Oggi scopriamo che i cittadini sono stati illusi e ingannati: si è voluto far credere che tutto fosse possibile, stracciando di fatto la certezza del diritto e trascinando il Comune in uno scontro legale dal quale esce pesantemente sconfitto, cercando di mostrare una tardiva spoltoresità che sa tanto solo di farsa e di campagna elettorale anticipata. Non si azzera il dibattito democratico per colpa dei giudici, ma questa sentenza è il risultato diretto di una strategia politica fallimentare, che ha preferito lo scontro istituzionale al confronto concreto sulle tappe della fusione con Pescara e Montesilvano. Un’ostilità aperta e preconcetta verso il progetto della Nuova Pescara che, d’altronde, viene da lontano: già in passato la maggioranza locale ha tentato un ricorso, puntualmente bocciato nelle sedi giudiziarie.
Il dato più grave è che tutta questa ostinazione ideologica è costata cara e le spese legali sono state sistematicamente caricate sulle spalle di noi cittadini spoltoresi, anche di coloro che non accettano tutto questo.
Questa pervicacia nel voler frenare il cambiamento ha prodotto un altro effetto dannoso: l’assenza di proposte. Invece di governare il processo di fusione, la maggioranza si è arroccata sul no, omettendo di produrre rivendicazioni solide e progetti concreti, legati alle reali vocazioni e alle spettanze del territorio di Spoltore. Ora che la giustizia amministrativa ha tracciato una linea chiara, è il momento della trasparenza: Chiediamo alla maggioranza di assumersi la piena responsabilità politica di questo stop e di spiegare alla cittadinanza perché si è scelto di investire tempo, energie e ingenti risorse pubbliche (determina di 10.000€ solo per l’avvocato di Teramo), percorso che si è rivelato un vicolo cieco. Questa amministrazione sta dimostrando una perseveranza davvero deleteria, ma noi continueremo a vigilare affinché il percorso verso la Grande Pescara tuteli gli interessi, la storia e i servizi del territorio di Spoltore, ma lo faremo sempre nel solco della legalità e della verità”.

