Troppe cose non tornano sulla fusione Pescara-Montesilvano-Spoltore. A parte lo stucchevole ricorso al rinvio della data di fondazione – 2028, 2029, 20mai? – del nuovo comune da parte di una classe politica senza visione, c’è l’utilizzo dei soldi pubblici destinati alla Nuova Pescara a destare perplessità. Tanti soldi. L’Associazione Nuova Pescara ha chiesto e ottenuto dai tre comuni il dettaglio di come sono stati utilizzati, spesso non utilizzati, i fondi della fusione. Avvocati ed esperti sono al lavoro per decodificare il tutto. Non puntiamo il dito contro nessuno ma, qualora riscontrassimo anomalie o irregolarità, non esiteremo ad attivarci nella sedi competenti, come facemmo – da soli e con fondi nostri – con i ricorsi al Tar, vinti entrambi, contro i referendum senza valore di Montesilvano e Spoltore, che sarebbero serviti solo a sperperare denari dei contribuenti e a intorpidire le acque dove deve sorgere la nuova città. Tante cose, nelle carte fornite dai comuni, non sono chiare. E’ normale, secondo voi, che il Comune di Spoltore abbia incassato la somma di 494.828,29 euro e che tale somma sia confluita nell’avanzo vincolato dell’ente e che, scriviamo testuale, “Nel bilancio di previsione finanziario 2026-2028 è stata applicata una quota di tale avanzo vincolato, pari a 400.000,00 per la ristrutturazione di un manufatto finalizzata alla realizzazione di un teatro” ? Che c’azzecca? avrebbe chiesto il mitico Antonio Di Pietro, magistrato ai tempi di Mani Pulite, e poi politico. Che c’azzecca?, chiediamo noi tutti.
