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Polizia locale Pescara, i numeri che non convincono e il servizio notturno osteggiato

26 Ottobre 2026 da Redazione

di Ernesto Grippo*

Sulla Polizia locale è il caso di procedere con un’attenta lettura dei numeri che emergono dal Piano integrato di attività e organizzazione del Comune di Pescara. Un documento centrale nel governo di un ente locale che i politici in primis, di maggioranza e opposizione, dovrebbero volere e saper leggere per verificare l’efficacia e l’efficienza dell’azione di governo. Il documento fotografa lo stato dell’ente anche sul versante delle risorse umane, in questo caso, ma soprattutto degli obiettivi che l’amministrazione assegna ai suoi dirigenti. Raggiunti i quali scattano premi in denaro.

Ma torniamo alla Polizia locale di Pescara. Al 31 dicembre 2025, le unità in servizio erano 158, di cui 135 agenti e 23 funzionari. Numero che rispetta ampiamente quel rapporto di un agente ogni mille abitanti ambito da tantissimi Comandi in Italia, da pochissimi raggiunto e da una manciata di fortunati superato. Tra questi ultimi c’è Pescara, dove si registrano ben 158 agenti rispetto ai 714 dipendenti comunali: più di uno su cinque lavora in Polizia locale. Numeri scarsamente rinvenibili nelle altre città italiane. Uomini e donne distribuiti dal comandante Palestini su cinque servizi in cui si articola il comando. Quasi la metà sono in ufficio: 43 unità sono assegnate al servizio Gestione atti e videosorveglianza e 28 al servizio Logistica comando e servizi. Numeri che appaiono eccessivi e non giustificabili. Ne rimane una metà o poco più che viene distribuita così: Commercio, Polizia amministrativa, Antidegrado (Giona) e Patrimonio immobiliare 16 unità; Sicurezza stradale infortunistica e Grandi eventi 52 unità; Polizia edilizia e Polizia ambientale 19 unità.

Nel corso del 2026, sono state assunte 33 unità di personale come agenti di Polizia locale e il totale è arrivato a 191 unità, detratti i pensionamenti in numero non superiore alle otto unità, dato approssimativo e confutabile. Dal 2022 al 2025 sono stati assunti 57 agenti e 19 funzionari. A fronte anche di consistenti pensionamenti, le assunzioni hanno consentito di tenere costante o quasi il numero complessivo degli operatori. Ne consegue che il turno notturno ora sperimentale – con le riserve evidenziate dal comandante nella sua relazione alla giunta comunale – poteva anche partire negli anni precedenti come sperimentazione.

Quel che desta sconcerto e il quadro degli obiettivi assegnati ai servizi in cui si articola il comando, che stride fortemente con il report che si prevede di scrivere e puntualizzare per i futuri servizi notturni. Gli obiettivi assegnati ai servizi sono insignificanti e non sfidanti, mentre i dati che si andranno a valutare per certificare l’utilità del servizio notturno sono di una puntualità certosina.

Veniamo agli obiettivi del 2026. Al servizio Gestione atti e videosorveglianza è stato dato l’obiettivo di evadere tutte le richieste di immagini, che a giugno erano 100 come target e, guarda caso, 100 sono state anche quelle rilasciate. Una puntualità sconvolgente nella previsione e nel consuntivo. Stesso refrain per l’obiettivo dei ruoli 2024 e 2025.

All’altro servizio con personale in ufficio è la Logistica comando e servizi, a cui viene assegnato l’obiettivo dell’educazione stradale, che contempla cinque giornate formative nel primo semestre e altrettante nel secondo. Il primo raggiunto con precisione, si attende il dato sul secondo semestre. Poca roba, comunque.

Al servizio di Polizia edilizia e ambientale, è andato l’obiettivo di controllare 30 cantieri nel primo semestre, ma ne sono stati controllati solo 18, e 40 controlli nei parchi cittadini, lungomare e vie cittadine, ma ne sono stati effettuati solo 20. Non si tratta di obiettivi sfidanti e averli falliti non depone a favore dell’efficacia e dell’efficienza dell’azione, che sono due concetti ben distinti e non utilizzabili a caso. L’efficienza certifica il corretto uso delle risorse umane e strumentali per raggiungere un obiettivo, l’efficacia ne accerta il raggiungimento utilizzando rilevatori complessi e puntuali.

Proseguiamo. Al servizio Antidegrado, commercio, Polizia amministrativa, patrimonio immobiliare e Giona sono stati dati due obiettivi: 90 controlli su pubblici esercizi e esercizi di vicinato nel primo semestre (solo 26 effettuati), altrettanti nel secondo semestre e 90 controlli dei prodotti alimentari (72 rendicontati).

E poi l’Infortunistica stradale, Il Pronto intervento, la Sicurezza stradale e i Grandi eventi. Obiettivo di 100 controlli nel primo semestre per guida con alcool o droga, ma solo 35 quelli effettuati. Ed almeno 80 controlli nel primo semestre nel quadrilatero centrale e nei quartieri (solo 53 effettuati). Nel complesso, pochi obiettivi e nemmeno raggiunti dai reparti operativi e obiettivi ancor più irrilevanti per i reparti d’ufficio, puntualmente raggiunti.

Qualcosa non quadra e non può non saperlo il comandante Palestini, uomo operativo, che sulla strada si è formato ed è stato formato da vecchie generazioni di ufficiali di qualità dotati di passione e senso del dovere, un comandante che sa leggere numeri e norme e che evidentemente fatica a farlo.

Ma se tale superficialità negli obiettivi del Comando è ben tollerata da chi governa e da chi si oppone, ecco che la puntualità esplode a fronte dei servizi notturni. La delibera di giunta comunale n.951 del 20 ottobre 2026 ha per oggetto la riattivazione del servizio notturno e formula gli indirizzi al comandante. Assenti il sindaco Masci e l’assessore Martelli. Nel deliberato, ecco che la giunta si avventura nel dettare al comandante il modello tecnico organizzativo da adottare, dandogli anche i parametri: dalle fasce orarie alla composizione delle pattuglie, dai criteri di assegnazione e rotazione alle modalità di programmazione mensile di sostituzione del personale, il raccordo con la Centrale operativa, addirittura la catena di comando e le procedure in caso di emergenza! Al punto 9, la Giunta demanda una serie di atti gestionali elencandoli puntualmente e, dulcis in fundo, per la serie qui comanda la politica si dettano i sistemi di monitoraggio “fondato su indicatori quantitativi e qualitativi relativi almeno: servizi effettuati, interveti richiesti, interventi eseguiti, tempi di risposta, attività di controllo, incidenti rilevati, violazioni accertate, intervento presso pubblici esercizi, attività nelle aree della movida, assenze e sostituzioni, lavoro straordinario, costi sostenuti, eventi critici e infortunistici (accaduti agli operatori?), eventuale ricaduta su organizzazione altri quadranti”. Una puntualità oltre il dovuto, che non si rinviene in tutti gli obiettivi attribuiti alla struttura del comando nel Piao, come abbiamo letto e che, se si legge il documento, riguarda anche altri settori dell’Ente.

Se si è superficiali negli obiettivi di performance le conseguenze sono evidenti, gli obiettivi li deve scrivere la politica d’intesa con il dirigente e non subirli dal dirigente, mentre il dirigente non deve accettare ingerenze della politica nella gestione una volta assegnati gli obiettivi puntuali e sfidanti.

*Già dirigente di Enti locali

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