di Ernesto Grippo*
Il Giudice di pace di Pescara Fabrizio Straccialini, il 24 marzo scorso, ha annullato una multa elevata da un Velocar o T-Red (rosso semaforico) statuendo che “Il conducente che, sebbene abbia occupato una corsia destinata ad una manovra diversa per il quale vi è il segnale rosso, abbia attraversato l’incrocio in presenza di semaforo lampeggiante luce verde per la direzione verso la quale ha effettivamente proseguito la marcia, pone in essere una condotta ascrivibile unicamente alla violazione della segnaletica orizzontale punita dall’art. 146 comma 2 e non quella più grave prevista dall’art. 146 comma 3 c.d.s.”. E’ così dal 15 dicembre 2024. Lo avevamo scritto il 31 ottobre 2025 ed il 6 marzo 2025.
Ci era sembrato che in genere i comandi di Polizia locale non avessero pubblicizzato l’importante modifica del Codice della strada. A Roseto degli Abruzzi abbiamo provveduto nell’immediato a dare seguito alla modifica del legislatore ma ci risulta che non tutti la pensino allo stesso modo. La nuova norma ha fatto registrare da subito un calo drastico nelle sanzioni rilevate tramite questi strumenti .Tutti preoccupati nei comuni, non per la sicurezza ma per come mantenere alte le entrate . Come fare per cercare di mantenere alta l’attività sanzionatoria ?
Fatta la norma, si prova a trovare l’inganno, ma è triste che ci provi chi deve garantire sicurezza stradale e non essere la dependance dell’Ufficio tributi del Comune di appartenenza.
A Pescara e Montesilvano, ne siamo certi, si continuano a contestare l’art. 146 terzo comma, passaggio con il semaforo rosso, anche a chi effettua il cambio di corsia dove la lanterna era rossa e, poi, supera l’incrocio con il verde della corsia conquistata oltrepassando la linea continua della canalizzazione. Proprio ciò che ha censurato il Giudice di Pace di Pescara.
I Comandi hanno volutamente o involontariamente dimenticato una chiara e netta interpretazione del Ministero che con una nota del 2023, avente per oggetto Applicazione art. 146 comma 3 e art. 41 comma 11 del Codice della Strada, entra a piedi uniti sul tema senza se e senza ma. “Ragioni di coerenza sistematica inducono a ritenere che “ nel caso di cui sopra “non ci sia violazione dell’obbligo di arresto indicato dalla luce rossa del semaforo perché tale obbligo è riferito solo a chi prosegue nella direzione della freccia del semaforo rosso”. Pertanto “il comportamento indicato sarebbe riferito solo alla violazione della segnaletica orizzontale per aver percorso una corsia di canalizzazione che imponeva una direzione diversa da quella effettivamente presa”.
Tre pagine di parere del Ministero che non possono essere taciute o disattese. Il dicastero del ministro Matteo Salvini precisa che “in ragione del principio di tassatività , il contenuto del precetto indicato nel comma 3 dell’art. 146 cds non consenta di poter estendere la sanzione ivi prevista alla diversa ipotesi del conducente che , sebbene abbia occupato una corsia destinata ad una manovra diversa , abbia attraversato l’incrocio in presenza di luce verde per la direzione verso la quale ha effettivamente proseguito la marcia. Il comportamento indicato deve essere ricondotto unicamente alla violazione della segnaletica orizzontale punita dall’art. 146 comma 2 cds.”.
Quindi, non si può utilizzare il T-Red o Velocar per contestare il cambio corsia considerandolo come se fosse un passaggio con il semaforo rosso.
Riassumendo, sino al 14 dicembre 2024 il cambio di corsia e il superamento della linea di arresto erano sanzionati con il 146 comma 2 e venivano contestati tramite il T. Red . Dal 15 dicembre queste violazioni non si possono sanzionare tramite T Red ma occorre la contestazione immediata. Così, molti Comandi hanno visto crollare il numero di sanzioni elevate. Ed ecco che si è pensato, male, di riesumare una giurisprudenza discutibile per tentare di mantenere a galla lo strumento e consentire di contestare il passaggio del semaforo rosso anche nel caso di cambio di corsia di cui sopra. Il Ministero dissente. La giurisprudenza di merito, anche.
Se il tema sicurezza appassiona la politica ha gli strumenti per perseguirlo . Uno su tutti. Destinare tutti i proventi delle multe alla sicurezza stradale e non solo il 50%. Se il Comune decide di non farlo non ha titolo a parlare sicurezza stradale o quanto meno non se ne faccia un vanto e rispetti circolari, giurisprudenza e cittadini.
Se, poi, stessero veramente a cuore le norme di comportamento (cellulari, cinture, revisioni, assicurazioni, eccessi di velocità, guide contromano) ben vengano strumenti come il telelaser per la contestazione immediata dell’eccesso di velocità e pattuglie in strada, anche in borghese, per il resto delle violazioni. Attività che impone la contestazione immediata e di conseguenza uomini e donne della polizia locale in strada e non distratte per altri compiti che non ci appartengono o in ufficio a visionare foto e immagini e comodamente sanzionare a distanza senza alcun effetto deterrente.
*Comandante Polizia locale Roseto degli Abruzzi
