
“Siamo finalmente arrivati all’epilogo di una lunga guerra. In questi due anni sono stato diffamato e screditato, ma ora, grazie alle sentenze del Tar di Pescara e al sostegno di tanti professionisti che mi sono stati vicini, la mia figura torna ad avere grande credibilità. La mia regione, così come l’Italia intera, attende il verdetto; ricevo telefonate ogni giorno da persone che vogliono sapere come andrà a finire. E anche io voglio saperlo”. Queste le parole di Alessio Consorte, regista pescarese da anni al centro di una vicenda surreale che riguarda il Guerriero di Capestrano. La statua che il governo regionale di destra ha inserito, addirittura, nello stemma della Regione Abruzzo è davvero di origine italica o è un clamoroso falso del Ventennio fascista?
Per ora sappiamo che l’Università Gabriele d’Annunzio di Chieti-Pescara ha nominato la professoressa Valeria Acconcia, già funzionario archeologo della Soprintendenza, commissario ad acta, con l’incarico di per fare chiarezza sulla vicenda riguardante l’autenticità del Guerriero di Capestrano e dei dati XRF sul Guerriero stesso, sulla Dama e le stele italiche. La nomina arriva dopo un lungo iter giudiziario al TAR di Pescara, che ha evidenziato come sia stato disatteso l’obbligo di garantire l’accesso ai documenti XRF indicati come prova dell’autenticità del reperto. La professoressa Acconcia avrà il compito di verificare la presenza e l’esistenza di tali file XRF negli archivi della Soprintendenza e nel caso esistano, esibirli al regista Consorte.