La sanità in Abruzzo è in codice rosso. Lo conferma il report della Fondazione Gimbe* che, elaborando i dati del Ministero della Salute, classifica la nostra regione tra quelle inadempienti al Nuovo Sistema di garanzia dei livelli essenziali di assistenza. L’Abruzzo è l’unica regione retrocessa in classifica nel confronto 2021-2022. Del Mezzogiorno, solo Basilicata e Puglia sono promosse. I dati sono relativi al 2022 e vedono in testa la Regione Emilia Romagna, seguita da Veneto, Toscana, Lombardia e Provincia Autonoma di Trento. Ma cosa sono i LEA? Sono le prestazioni e i servizi che il Sistema sanitario nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di compartecipazione (ticket), con le risorse pubbliche raccolte attraverso la fiscalità generale.
I Lea (Livelli essenziali assistenza) sono tra i peggiori d’Italia
Sono tre i macro-livelli di assistenza. Il primo riguarda la prevenzione collettiva e la sanità pubblica. Comprende tutte le attività di prevenzione rivolte alle collettività e ai singoli. In particolare: sorveglianza, prevenzione e controllo delle malattie infettive e parassitarie, inclusi i programmi vaccinali; tutela della salute e della sicurezza degli ambienti aperti e confinati; sorveglianza, prevenzione e tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro; salute animale e igiene urbana veterinaria; sicurezza alimentare; sorveglianza e prevenzione delle malattie croniche, inclusi la promozione di stili di vita sani ed i programmi organizzati di screening; sorveglianza e prevenzione nutrizionale; attività medico-legali per finalità pubbliche.
Il secondo è l’assistenza distrettuale. Include le attività e i servizi sanitari e socio-sanitari erogati in ambito territoriale: assistenza sanitaria di base, emergenza sanitaria territoriale, assistenza farmaceutica, assistenza integrativa, assistenza specialistica ambulatoriale, protesica, termale, assistenza sociosanitaria domiciliare e territoriale e assistenza sociosanitaria residenziale e semiresidenziale.
Il terzo è l’assistenza ospedaliera. Include attività di pronto soccorso, ricovero ordinario per acuti, day surgery, day hospital, riabilitazione e lungodegenza post acuzie, attività trasfusionali, attività di trapianto di cellule, organi e tessuti, centri antiveleni.
La Regione Abruzzo è inadempiente e si colloca in fondo alla classifica, stanno peggio la Sicilia e il Molise ma di poco e poi ci sono Sardegna, Valle d’Aosta e Calabria che chiudono la classifica.
L’Abruzzo è peggiorato soprattutto per il punteggio insufficiente nell’area della prevenzione. Il divario tra Nord e Sud aumenta e l’Abruzzo peggiora nei Lea proprio mentre entra in vigore la legge sull’Autonomia differenziata che sul tema della salute non ha ritenuto di dover definire i Livelli essenziali delle prestazioni in quanto esistono già i Lea.
Sul tema salute a marzo scorso la maggioranza degli abruzzesi si è dichiarata soddisfatta confermando il governo regionale in carica e il governatore Marco Marsilio, giustamente, ha riconfermato anche il suo assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì.
Aumentano i viaggi della speranza: i malati vanno a curarsi nelle regioni del nord
L’Autonomia differenziata, se approvata, in questi termini peggiorerà ulteriormente la sanità in Abruzzo. I viaggi della speranza per curarsi fuori regione sono in aumento. Il presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini, concludendo un comizio in Abruzzo a fianco del candidato del centrosinistra Luciano D’Amico, ha detto. “La mia regione continua ad essere la migliore e ad incassare milioni di euro per mobilità passiva in entrata. L’Abruzzo è tra quelle che versano più denaro nelle nostre casse perché molti di voi vengono nei nostri ospedali o nelle nostre cliniche convenzionate” ma poi ha aggiunto. “Spero di poter tornare tra cinque anni e dire che dall’Abruzzo non è arrivato più un euro perché potete curarvi tutti nella vostra regione”.
*Fondazione Gimbe: La Fondazione non ha fini di lucro, ha lo scopo di favorire la diffusione e l’applicazione delle migliori evidenze scientifiche con attività indipendenti di ricerca, formazione e informazione scientifica, al fine di migliorare la salute delle persone e di contribuire alla sostenibilità di un servizio sanitario pubblico, equo e universalistico.
Ernesto Grippo