di Ernesto Grippo*
Una quindicenne lotta per la vita a Pescara, dopo essere stata investita da un’auto. L’ennesima tragedia umana che si è consumata ieri e che implementa le statistiche, genera locandine di quotidiani, suggerisce titoli ad effetto e poi… nulla. Oggi leggiamo che Pescara tifa per lei. Ma non siamo allo stadio, purtroppo. E non tifiamo per qualcuno contro qualcun altro. E, poi, ecco che si riportano richieste dei cittadini che vorrebbero i dissuasori che in strade come quelle del sinistro di ieri non si possono installare o limiti di velocità più bassi, che non producono effetti se non sono seguiti da controlli delle forze di polizia. E sono questi i controlli che non si chiedono, non si pretendono. Sono i report sull’attività di repressione in materia di sicurezza stradale che i cittadini non chiedono, purtroppo.
Sono i sindaci e i prefetti che non chiedono, o se lo fanno rimangano dati secretati, report quotidiani sulle attività sanzionatorie delle Polizie locali sul versante delle norme di comportamento.
Ho sempre sostenuto che, quando registriamo un sinistro lieve o grave o addirittura un decesso sul manto stradale, noi operatori di polizia locale abbiamo il dovere di interrogarci perché, parafrasando Fabrizio De André “per quanto ci crediamo assolti…siamo sempre coinvolti”. Il cantautore ligure in quella storica canzone Storia di un impiegato mette in luce l’immobilismo, la paura e la scarsa solidarietà del gregge nei confronti di quelle poche pecore che provano a combattere la casta dei lupi.
Noi abbiamo il dovere di dire quanti controlli e quante sanzioni abbiamo elevato per l’eccesso di velocità (che si può controllare ovunque con lo strumento del tele laser, sempre che gli agenti siano disponibili a stare in strada e non confortati nelle comode autovetture), quante sanzioni abbiamo elevato per la guida con il cellulare (sempre i signori agenti siano disponibili a svolgere servizi mirati in borghese con auto, moto e velocipedi o non siano distratti di fronte a cotanta ostentazione di violazione) e così via per altre sanzioni che mettono a rischio l’incolumità degli utenti deboli della strada.
Il prossimo 14 dicembre entrerà in vigore il nuovo Codice della strada, con il quale si continuano ad inasprire le sanzioni senza preoccuparsi dell’incremento degli uomini su strada. In molti casi, come certamente accadrà per le nuove sanzioni per la guida con il cellulare, assisteremo a un ulteriore decremento dell’attività sanzionatoria che, ovviamente, non sapremo poiché non si conoscono i dati del prima e dopo la modifica.
Un esempio per tutti: dal 14 dicembre patente ritirata immediatamente a chi guida con il cellulare e ha meno di 20 punti. Immaginate di quanto aumenterà la distrazione degli agenti che non si accorgono e cosa accadrà quando a chi da anni parla con il cellulare e mai ha subìto una contestazione gli diremo, dopo aver dovuto consultare la sala operativa (i Comandi che ne dispongono con relativo accesso a banche dati) per verificare i punti a disposizione “signore la patente la trattengo io perché è sospesa per una o due settimane”.
Nei piccoli centri sanzioni zero per i motivi di cui sopra. Nelle città vista la negligenza consumata negli anni, l’inasprimento del Codice non comporterà certo maggiori sanzioni.
Un aneddoto è giusto condividerlo. Era il 2007 e a Pescara una pattuglia fermò un giovane in sella ad una moto con casco non omologato. Erano al confine con Francavilla al Mare. Reazione scomposta del motociclista. Codice rosso in comando. Le pattuglie si portano sul posto e arrivano insieme al genitore del ragazzo che ad alta voce esclama: “Quante volte ti ho detto che quando vieni a Pescara ti devi mettere il casco regolare perché fanno le multe”. Una soddisfazione per gli uomini e donne della Polizia locale che facendo repressione seria hanno fatto prevenzione ad altissimo livello.
*Comandante Polizia locale di Roseto degli Abruzzi