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Pescara, le droghe e l’alcol: dati drammatici, ma nessuno interviene

5 Gennaio 2026 da Redazione

di Ernesto Grippo*

Sarebbe il caso di smetterla a definire Pescara bene quella che spaccia e si droga. E’ la Pescara malata anche quella che è corrotta o che corrompe, che ricicla, la Pescara che non rispetta le regole ad ogni livello. Avevamo scritto il 29 luglio 2024 su questa pagina che a Pescara circolavano “fiumi di cocaina” perché lo aveva certificato uno studio del Mario Negri. I dati erano il frutto dell’esame, in 38 città italiane, dei residui metabolici delle sostanze stupefacenti nelle acque reflue urbane che arrivano ai depuratori, permettendo di stimare la diffusione dei consumi di sostanze psicoattive. L’anno precedente (2023) lo stesso istituto, in uno studio finanziato dal Dipartimento per le Politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei ministri, aveva consacrato Pescara tra le città dove si consumava più cocaina in Italia: 20 dosi ogni mille abitanti.

A luglio 2024 il drammatico primato si consolidava: stesso studio, e Pescara era prima con 27,5 dosi ogni mille abitanti. La media in Italia era tra le 9 e le 12 dosi ogni mille abitanti. Sempre nel 2024 veniva fuori che anche nelle altre sostanze stupefacenti quello di Pescara era un autentico dramma. Per l’eroina. la media italiana era tra 48 e 58 dosi ogni mille abitanti ed a Pescara eravamo quasi al doppio con 92 dosi giornaliere. Per la cannabis, la media nazionale era tra le 2 e le 3 dosi giornaliere ogni mille, a Pescara 4,2 ogni mille. Infine, le anfetamine: eravamo allo 0,6 per ogni mille abitanti.

I dati del 2025 sono altrettanto drammatici. Nella Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze, emerge che a Pescara il consumo di cocaina è immutato, leggermente diminuito quello di eroina, ma nel contempo è aumentato in modo significativo il consumo di ecstasy. Tenuto conto di questi dati si può tranquillamente affermare che a Pescara ogni giorno 3.270 cittadini assumono cocaina e circa 10.000 si fanno di eroina

Facciamo un po’ di conti e teniamoci forte. La popolazione pescarese è di 118.419 abitanti, di cui 13.741 di età sino a 14 anni, 31.666 di età superiore a 65 anni e 73.012 nella fascia a rischio consumo droghe. I dati dei consumi medi giornalieri evidenziano che ogni giorno a Pescara oltre 3.000 cittadini assumono cocaina, oltre 10.000 assumono eroina, circa 500 si fanno di cannabis e circa 8 persone assumono anfetamine per un totale di oltre 14.000 pescaresi che sono circa il 20 di quelli in fascia a rischio.

Come dire che un pescarese su cinque si droga. Ma il dato peggiora di molto se ci pensiamo bene. Gli esperti possono convalidare o meno il nostro pensiero: non crediamo che chi assuma queste sostanze lo faccia ogni giorno e se lo facessero ogni tre giorni vorrebbe significare che la popolazione potenziale che assume sostanze raddoppia o triplica quindi oltre 29.000 o oltre 42.000. Si tratta di una drammatica emergenza sociale, occorre decretare lo stato di massima allerta, è codice rosso, pericolo massimo. E’ una tragedia che impone risposte. Le istituzioni si devono mobilitare, le famiglie si facciano delle domande, le agenzie educative si interroghino. Le parrocchie tornino ad aprire le loro porte, le messe sono sempre meno frequentate, l’età media dei fedeli è altissima, perché in troppe chiese si è perso il senso dell’oratorio, del campetto, dell’essere luogo di aggregazione per condividere sport, teatro, musica, coro, serate sane, campeggi, vacanze estive. A scuola può e deve fare di più.

Le forze di polizia sono tutte perfettamente consapevoli dell’ampiezza del problema e fanno del loro meglio ad ogni livello, con indagini complesse che durano anche anni e che si succedono senza soluzione di continuità. Il loro grazie della vera Pescara bene deve essere quotidiano.

La parte sana di questa città, solo residuale, troppo residuale, deve trovare la forza di mobilitarsi siamo all’ultima chiamata. Il giro di droga offerto a questi livelli è il cuore pulsante della ricchezza ostentata di Pescara, ma è anche il volano di altre scelte, l’arma di ricatto di vari mondi, lo strumento di forza e di debolezza dei rapporti interpersonali. Questa popolazione malata circola su strada, esercita professioni, lavora nel pubblico e nel privato.

Sono indispensabili maggiori controlli rendicontati da parte delle Forze dell’ordine su chi guida qualsiasi mezzo a qualsiasi ora. Sappiamo quanti pescaresi si drogano ogni giorno, vorremmo sapere quanti pescaresi sono controllati quando sono alla guida e quante le sanzioni elevate. Il Prefetto della Provincia, rappresentante del Dipartimento del Governo che pubblica questi dati, ha il dovere di sollecitare i controlli in sede di Comitato provinciale ordine e sicurezza pubblica. Ne siamo certi che lo ha fatto e lo farà , siamo anche certi che su quel tavolo quei dati sulle persone controllate e quelle sanzionate arrivino con puntualità. Dati relativi ai controlli di giorno e di notte.

Le droghe come anfetamine, cocaina ed eroina restano in circolo da due a quattro giorni dall’assunzione, la cannabis rimane tra i 15 e i 30 giorni nell’organismo e consente di di essere scoperta con i test. Gradiremmo conoscerli. La Polizia locale ha il dovere di renderlo noto perché gli stipendi di chi fa parte di quel corpo sono pagati da tutti noi che quelle strade le percorriamo sobri.

Alla droga aggiungiamo il consumo di alcool la cui intensità è sotto gli occhi di tutti, tutti i giorni dell’anno e possiamo tranquillamente affermare che sono superiori a quelli sul consumo di droga, in alcuni casi si sovrappongono, in altri casi si aggiungono con il risultato che i pescaresi che guidano sobri si assottigliano sempre di più. Sarebbe il caso di costituire un Comitato di Crisi permanente composto da autorità politiche, militari, civili e religiose che esaminino costantemente dati relativi ad accessi al pronto soccorso per abuso di alcool e droga, utenti della strada fermati e sanzionati per guida con alcool o droga, resoconti di esiti di operazioni di polizia per contrastare lo spaccio , e che poi siano in grado di progettare azioni calibrate, mirate e rendicontate per prevenire, aiutare, reprimere.

*Comandante Polizia locale Roseto degli Abruzzi

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