di Ernesto Grippo*
Negli anni scorsi, l’Anac ha pesantemente richiamato il Comune di Pescara per aver ripetutamente violato il principio di rotazione negli appalti pubblici. Ora il Garante per la Privacy ha censurato la Polizia locale pescarese per aver disposto l’acquisto di bodycam per gli agenti. Ne sarebbero state acquistate diverse, in palese violazione della privacy. Se sono state utilizzate, arriveranno sanzioni pesanti. Se, invece, si sono limitate ad acquistarle, è stato posto in essere un danno erariale che la Corte dei Conti potrebbe rilevare.
Nel merito, il Garante con il provvedimento n.10221993 del 4 dicembre 2025 ha dato parere negativo alla Valutazione dell’impatto sulla protezione dei dati presentata dal Comune su un sistema di bodycam operative individuali. L’Autorità non ha giudicato sufficienti le garanzie offerte rispetto al rischio intrinseco del trattamento.
Come scrive l’esperto e qualificato consulente Stefano Manzelli:“Da anni l’Autorità afferma con chiarezza che i Comuni non possono travestirsi da polizia statale, né surrettiziamente né per fantasia tecnologica. Le bodycam comunali non trovano base primaria in finalità di pubblica sicurezza ma – laddove utilizzabili – devono essere giuridicamente ancorate a esigenze di tutela dell’operatore o a casi specifici di documentazione di episodi critici.” Il comando di Polizia locale di Pescara ha scelto un fornitore statunitense senza aver esaminato altre alternative con protezione maggiore? Nel caso, il vulnus dell’affidamento diretto legittimato dal Codice degli appalti ha prodotto l’ennesimo danno. Chi ha scelto questa ditta o chi la ha suggerita ?
Secondo il Garante, queste bodycam potrebbero comportare un rischio reale di trasferimenti verso Paesi terzi in violazione della disciplina applicabile alle finalità di polizia. Il Garante evidenzia l’assenza di garanzie tecniche solide affinché il fornitore non abbia potenziale accesso ai dati non anonimizzati. E’ bene ricordare che “non basta pubblicare una valutazione di impatto per dire che si è adempiuto. Il parere negativo nasce dalla valutazione sostanziale delle misure: se non sono adeguate a mitigare rischi elevati, il Garante dice no. Questo riguarda l’intero ecosistema di trattamento, non solo il dispositivo.”
Sarebbe bene che su questo tema si sveglino tutti i Comandanti e tutti gli amministratori locali della costa e dell’entroterra abruzzese . Attivare videosorveglianza a qualsiasi livello senza una valutazione d’impatto rigorosa è cosa gravissima e le prefetture sarebbero tenute a sollevare eventuali criticità così come le Forze di Polizia devono preoccuparsi che tutto sia a norma prima di chiedere immagini ai comandi di Polizia locale.
Sul caso Pescara Manzelli è netto: “La finalità dichiarata nel progetto non è coerente con la base giuridica e le misure conseguenti. La lezione è chiara: la polizia locale non è una forza di polizia statale e non può applicare automaticamente strumenti regolamentati per le forze centrali. Le body cam, se utilizzate, devono essere circostanziate, misurate e strettamente connesse a specifiche esigenze operative, con basi giuridiche coerenti con la funzione locale. Senza un progetto tecnologico e organizzativo solido, ogni DPIA rischia di finire come quello di Pescara: bocciato dal Garante senza possibilità di appello.”
Il Comune di Pescara ed i suoi dirigenti se ne facciano una ragione: conviene adeguarsi quanto Anac e Garante Privacy intervengono. I profili di responsabilità contabile appaiono evidenti. Quelli penali potrebbero essere oggetto di attenzione.
*Comandante Polizia locale Roseto degli Abruzzi
