Ilaria Camplone, attrice pescarese trapiantata in Spagna
In scena con Mia Barona e Luque Guerrero per uno spettacolo tratto dal collettivo Animalario
Non c’è distanza tra l’Italia e la Spagna, per la precisione da Pescara a Madrid, quando si sale sul palco di un teatro. Ilaria Camplone, attrice pescarese forgiatasi a Roma e da un paio di anni di stanza a Madrid, martedi debutterà nella capitale spagnola con uno spettacolo molto originale. Belle storie d’intrattenimento sull’umiliazione quotidiana dell’esistenza, traduzione italiana di Bonitas historias de entretenimiento sobre la humillacion cotidiana de existir è un’opera teatrale pubblicata nel 2005, scritta dal collettivo teatrale Animalario, molto in voga nella Spagna degli anni ’90 e 2000. Questo gruppo di teatro anticonformista, tra i cui membri figurano nomi come Willy Toledo, Alberto San Juan e Natalia Berbeke, ci racconta attraverso un testo fatto da tante micro commedie indipendenti la sua idea politica e sociale, la sua partecipazione alla campagna contro la guerra fino ad arrivare a una vera e propria analisi sullo stesso significato dell’esistenza umana, sempre che si possa trovare.
“Il teatro è un’arte politica. Il teatro si fa davanti ad un’assemblea. Il teatro convoca la polis e dialoga con essa. Solo nell’incontro degli attori con la città, solo allora il teatro ha luogo. Non è possibile fare teatro e non fare politica. Per questo ci chiedono di fare l’impossibile. Chiedono alla gente di teatro di non farsi coinvolgere in politica. Ci chiedono di stare in silenzio di fronte a ciò che accade. “Voi non capite. Uscite dalla strada e tornate al teatro”, ci dicono, come se per noi fossero diversi il teatro e la strada. Ma non solo a noi dicono di tacere. Anche a voi. Cittadini, anche a voi chiedono il silenzio…”, inizia così il prologo-manifesto dell’opera (scritto Juan Mayorga) e portato in scena una settimana dopo dello scoppio della guerra in Iraq. Animalario fa teatro di strada, di denuncia e parla a tutti, senza freni nel linguaggio e nelle messe in scena.
La produzione teatrale Rem Studios, formata da giovani allievi della scuola di Imagine e Suono di Madrid Ces, ha scelto di portare in scena un adattamento di una delle micro opere che fanno parte di Belle storie di intrattenimento sull’umiliazione quotidiana dell’esistenza dal titolo “ ¡A comer!” ( A mangiare!-È pronto!) scritta dal noto attore e drammaturgo spagnolo Alberto San Juan, commedia che narra una scena di vita quotidiana di una famiglia disfunzionale che si ritrova in disgrazia e non riesce ad accettarlo. In questo adattamento si è scelto di ambientare la scena nel 2002, anno in cui in Spagna c’è stato il cambio della moneta (pesetas-euro).
“¡A Comer!” Andrà in scena martedì 17 dicembre, alle 12 e alle 13, nel Platò 1 Ces Scuola di immagine e suono di Madrid.
Regia: Javier Palacios e Carmen Povedano. Cast: Ilaria Camplone, Luque Guerrero, Mia Barona. Produzione: Marta Quintans. Edizione: Una Galindo. Luci: Daniel Hernandez. Scenografia: Sara Rojas. Fotografia: Eva Camacho e Paula Carballo.