• Passa al contenuto principale
  • Skip to secondary menu
  • Passa alla barra laterale primaria
  • Passa al piè di pagina
La Nuova Pescara

La Nuova Pescara

Periodico di informazione, critica e opinione

  • Home
  • Nuova Pescara
  • Opinioni
  • Aritmetica all’italiana
  • Economia
  • Salute e Sanità
  • Cultura e Arte
  • Associazioni
  • Appuntamenti
  • Video
  • Podcast
  • Libero
  • La Frase
Home » Mai molar, l’urlo nel Giorno del Ricordo

Mai molar, l’urlo nel Giorno del Ricordo

10 Febbraio 2026 da Redazione

Il dramma delle Foibe Fucilazione di italiani a Dane, ora Slovenia (31 luglio 1942)

di Giovanni Staffilano

In queste terre di confine, dove la pietra del Carso incontra il verde del Friuli, dire mai molar non è un modo di dire. È una cicatrice. È un giuramento fatto sottovoce. Oggi, è il Giorno del Ricordo. Ho imparato a conoscere l’anima di questa gente non dai libri, ma guardando negli occhi i miei maestri. Uomini come Alfredo Calligaris e Leonardo Vecchiet, e attraverso di loro giganti come Enzo Bearzot e Bruno Pizzul. In loro, tutti friulani, non ho mai visto lamenti, ma quella fermezza antica di chi conosce il peso della vita e sceglie di portarlo con schiena dritta. È da loro che ho capito che qui la dignità vale più delle parole. Per decenni, questo popolo ha dovuto ingoiare la violenza due volte. La prima volta quando è stato braccato, infoibato, strappato dalle case in Istria e Dalmazia. La seconda, ancora più crudele, quando ha trovato ad attenderlo il silenzio.

Mentre altrove si celebravano le liberazioni, qui si nascondevano i morti. Per cinquant’anni, la politica italiana ha ridotto un genocidio a un imbarazzo, una nota a margine da cancellare. Ci hanno detto che quel dolore non esisteva, che le vittime non meritavano il lutto nazionale.
Immaginate cosa significhi ricostruirsi una vita sapendo che lo Stato non vi riconosce, che nessuno vi chiederà scusa.

Eppure, come mi hanno insegnato i miei maestri, questo popolo non ha urlato. Non ha chiesto pietà. Ha fatto l’unica cosa che sapeva fare: ha serrato la mascella e ha lavorato. Nessuno ci ha aiutato, e allora abbiamo imparato a non aver bisogno di nessuno. È la stessa rabbia muta e costruttiva esplosa nel 1976. Quando il terremoto ha sbriciolato mille anni di storia in un minuto, il mondo si aspettava la resa. Si aspettava la mano tesa per l’elemosina. Invece, ha trovato il fasìn di bessoi. Facciamo da soli. Mentre le istituzioni vacillavano, i friulani erano già sui tetti. Non hanno aspettato i permessi per rialzarci, non hanno aspettato che qualcuno si accorgesse di loro. Hanno ricostruito tutto com’era e dov’era, non per nostalgia, ma per orgoglio.

Ecco perché, quando sentite dire mai molar, non pensate a uno slogan. Pensate a un padre esule che ha ricominciato dal nulla senza odio. Pensate a chi ha spalato macerie senza lacrime. Pensate allo sguardo rigoroso di uomini come Vecchiet e Bearzot. Parliamo di un popolo massacrato, negato, dimenticato e poi colpito al cuore dalla natura, che ogni volta si è rialzato più forte. Un popolo che ha trasformato l’abbandono nella sua forza più grande. Ci avete provato a cancellarci. Ci avete provato a spezzarci. Ma noi siamo ancora qui.

Archiviato in:Cultura e Arte Contrassegnato con: Alfredo Calligaris, Bruno Pizzul, Dane, Enzo Bearzot, Foibe, Leonardo Vecchiet

Barra laterale primaria

Libero

Bandiera blu? Qui la politica locale sta alzando bandiera bianca

14 Maggio 2025 da Redazione

I guru dei social e la crema che fa crescere i muscoli

2 Febbraio 2025 da Redazione

X Factor, per versione italiana si intende il disinvolto utilizzo dei lavoratori in nero

8 Dicembre 2024 da Redazione

Bersani assolto: dare del c******ne a Vannacci non è reato se c’è ironia

7 Novembre 2024 da Redazione

All’interno della cornice c’è la convenienza che hanno avuto i pescaresi ad ospitare il G7

24 Ottobre 2024 da Redazione

Cani e gatti in Parlamento, vitelli e polli nelle pentole, schioppettate per i cervi

6 Ottobre 2024 da Redazione

La cannabis light e gli spacciatori di droghe del parchetto sotto casa

4 Agosto 2024 da Redazione

L’Aca, la pioggia, De Luca e i manicomi da riaprire

18 Luglio 2024 da Redazione

Spalletti e Gravina come Toti e Santanché: restano, ma solo per il nostro bene

1 Luglio 2024 da Redazione

Il Pescara vende i debiti. Buon acquisto

17 Giugno 2024 da Redazione

Camera, botte, ventennio e Ventennio

14 Giugno 2024 da Redazione

La Juve Ng manda Pescara, Cascione e Sebastiani in tilt: eliminati dai play off (1-3), addio al sogno della serie B

11 Maggio 2024 da Redazione

Leggi tutti gli articoli

Tags

abruzzo Alessandra Serraiocco Anna Di Carlo Antonello Barbieri Antonio D'Intino Carlo Costantini carlo masci chiara trulli Cna Confindustria Abruzzo Medio Adriatico Consiglio di Stato Dea di 2° livello donatori di sangue Enzo Puzone Ernesto Grippo Fidas Florio Corneli Fondazione Pescarabruzzo Fusione Pescara Montesilvano Spoltore Gianni Melilla Giulio Cesare Sottanelli Giulio Gennari Istat L'Aquila La frase Lorenzo Sospiri Luciano D'Alfonso Marco Camplone Marco Marsilio Massimiliano Di Pillo montesilvano Nicola Mattoscio nuova pescara ottavio de martinis Pescara Pietro Paolo D'Annunzio Polizia locale Raffaele Morelli Regione Abruzzo Rita Annecchini Roseto degli Abruzzi Silvio Calice Simone Pavone Spoltore Tar Abruzzo

Footer

La Nuova Pescara

Pescara, Montesilvano e Spoltore: la nostra grande Città

Recenti

  • Sicurezza urbana, trappola per sindaci sprovveduti
  • Mai molar, l’urlo nel Giorno del Ricordo
  • Hoverfly Best Luxury Helicopter Service in Italy
  • Il caso Pescara e gli scrutinatori: vanno sorteggiati e non scelti dai politici tra i loro amici
  • Il voto a Pescara e il divieto di comunicazione da parte degli enti

Cerca

Privacy Policy
Cookie Policy

Copyright © 2026 · Associazione Nuova Pescara · C.F. 91150140688
Periodico di informazione, critica e opinione iscritto al Tribunale di Pescara al n. 03/2022
Questa testata non usufruisce di finanziamenti pubblici
Fondatore e direttore responsabile Marco Camplone