
Serata evento al Massimo per il Maestro accordatore con due pianoforti gran coda della sua collezione
Angelo Fabbrini, l’artigiano dal suono perfetto. Serata evento al teatro Massimo, lo scorso 11 dicembre, con due gran coda della sua collezione resi vivi e palpitanti dalla superba interpretazione di Marta Argerich ed Eduardo Hubert. Nella seconda parte il suono è stato regalato anche dal primo pianoforte Bechstein comprato dal Maestro. Platea stracolma per rendere omaggio a un uomo di rarissime virtù umane e professionali. Sobrietà, riservatezza, dedizione, lavoro incessante, amore per il suono. Quello vero che, come ha detto perentoriamente il Maestro “Si può ascoltare solo dal vivo, solo da un pianoforte e solo in teatro dove la musica può trasmettere emozioni con la sua circolarità”.
In platea, tra gli altri, il sindaco di Montesilvano Ottavio De Martinis, il presidente della Fondazione Pescarabruzzo Nicola Mattoscio e il sindaco di Pescara Carlo Masci, che poco prima aveva abbandonato la sala, e non ha sentito l’affondo “Pescara aspetta un teatro dal 1963, quando fu abbattuto il Pomponi e ci raccontarono che lo avrebbero ricostruito in due anni, ne sono trascorsi 60 e questo teatro Massimo non è un luogo idoneo per ascoltare musica, stasera i nostri magnifici pianisti hanno fatto fatica a trasmettere il suono e le emozioni che tramite le note devono arrivare al pubblico, perché qui le note vengono solo stampate“.
Pescara aspetta un teatro dall’abbattimento del Pomponi, sono trascorsi 60 anni
Un de profundis sul quale una classe politica all’altezza dovrebbe fare mea culpa, perché se non si investe in musica e sport da praticare e far fruire poi non ci si chieda perché alcool e droga sono il motore dell’economia e l’anticamera della morte per le presenti e le future generazioni.
Angelo Fabbrini, per dodici lustri, con il suo show room sul lungomare Matteotti, ha accolto e soddisfatto tutti i migliori pianisti del mondo. Moltissimi di loro suonavano e suonano solo se possono avere un suo pianoforte. Tra questi, nei lontani anni ’60, Arturo Benedetti Michelangeli, che con lui strinse un rapporto professionale e di amicizia. Il suo incontro con Michelangeli fu casuale. La ditta Fabbrini venne invitata a portare un pianoforte in Sala Nervi, per il concerto di Michelangeli, davanti a papa Paolo VI del quale il maestro era amico di famiglia.
Tra i pianoforti presenti, Michelangeli scelse quello di Fabbrini. All’indomani del memorabile concerto Fabbrini divenne il suo accordatore di fiducia per 17 anni. Un affiatamento assoluto, Fabbrini andava giorni prima in ogni parte del mondo per preparare il pianoforte del mito Michelangeli.
E la loro amicizia indusse Michelangeli a voler essere il padrino di battesimo del figlio di Angelo, Michelangelo, che l’11 sera ha ricevuto formalmente dal padre la chiave di accordatore quale erede della dinastia, e la sua firma autografa è nel registro dei battezzati della Chiesa di Sant’Andrea. Durante il battesimo, don Manlio Maini ebbe l’onore di suonare l’organo davanti a Michelangeli.
Un aneddoto. A Bordeaux, durante un concerto di Michelangeli, il suo custode del suono, dopo dieci minuti percepì che il maestro stava male, la sua compagna lo rassicurò che stava benissimo e stava suonando come sempre. Dopo cinque minuti, il Maestro si accasciò sul pianoforte , ricoverato in ospedale fu sottoposto ad un delicatissimo intervento chirurgico. Queste sono le vibrazioni trasmette la musica a questi livelli, questa è vita vissuta in tutti i sensi. Un presentimento, quello del Maestro Angelo, dovuto alle centinaia di ore trascorse su quella nota che non dava il suono che si voleva. Una ricerca ossessiva del suono perfetto che ha fatto di Michelangeli il mito e del suo accordatore l’artigiano del suono più ricercato al mondo ancora oggi.
E Fabbrini si commuove ancora quando ricorda il giorno in cui è stato chiamato a Monaco per accordare il pianoforte di Michelangeli, dopo la sua morte, con l’espressa motivazione degli agenti e della famiglia che “solo lui poteva farlo”.
Nel 1996, la prestigiosa casa costruttrice di pianoforte Steinway gli assegnò l’oscar della musica e lui con la sobrietà che lo contraddistingue affermò: “Così anche Pescara ha ricevuto un premio prestigioso”.
Ricordo che nel 2005, in una serata organizzata dall’Accademia d’Abruzzo per festeggiare i 40 anni di attività, Fabbrini volle che a fine serata si ascoltassero due esecuzioni pianistiche di Michelangeli. Al termine, si alzo in piedi e, visibilmente commosso, con lo stesso tono di voce con cui al Massimo ha esclamato “Viva Pescara, viva l’Abruzzo e viva l’italia”, disse: “Solo lui merita di essere applaudito al termine di questo incontro”. Lezione di stile, di nobiltà e di professionalità, chapeau! (e.g.)
Per i 100 anni di Fabbrini pianoforti c’è il Bollo speciale di Poste Italiane
In occasione del centenario di Fabbrini pianoforti, Poste Italiane ha realizzato un Bollo speciale, che sarà a disposizione dei collezionisti filatelici e degli interessati nell’ufficio di Pescara Centro (corso Vittorio Emanuele II, 106) per alcuni mesi. Poi, come da prassi, il Bollo sarà destinato al Museo storico della Comunicazione di Roma.