di Ernesto Grippo*
A Pescara si rivoterà in 23 sezioni per gravi irregolarità sostanziali sancite da due gradi di giudizio amministrativo. Le anomalie sono al vaglio della Procura per profili di responsabilità che potrebbero coinvolgere i presidenti di di Seggio, alcuni dei quali sembra siano già stati radiati dalla Corte d’Appello. Se irregolarità ci sono state è certo che gli scrutatori presenti nei seggi non hanno esercitato il loro diritto-dovere al meglio. La Commissione elettorale tra il 13 ed il 18 febbraio nominerà gli scrutatori per le elezioni bis. Si vocifera che, in perfetta linea con la normativa vigente, la Commissione composta da maggioranza e opposizione, e che deve decidere sempre all’unanimità, propenda ancora una volta per la nomina senza alcun criterio, senza il sorteggio.
Il senza alcun criterio sottende ovviamente alle nomine fiduciarie su una base di appartenenza politica o amicale.
Se ne potrebbe fare a meno visto l’esito controverso della precedente tornata? Ha perfettamente ragione il sindaco Masci a sostenere che non sia giusto accusarlo di irregolarità nel voto e nemmeno di ipotizzarlo perché chi ha commesso le irregolarità, con dolo o colpa grave, potrebbe benissimo essere di idee politiche avverse. Tutte le forze politiche sono chiamate ad un rigurgito di trasparenza rigettando il criterio di nomina fiduciaria per tornare al metodo del sorteggio.
E poi tutte le forze politiche farebbero bene a tornare al passato formando ed istruendo i propri rappresentanti di lista che durante le operazioni di voto, dall’insediamento del seggio alla sua chiusura, hanno enormi di poteri di vigilanza e di controllo nell’interesse della collettività a prescindere dal partito che rappresentano.
Questa è o dovrebbe essere quella politica che può restituire il desiderio di partecipazione, sempre che l’aumento degli elettori e la lotta all’astensionismo siano considerati degli obiettivi e non delle derive che renderebbero più difficile il controllo del voto. Ricordiamoci che sono gli scrutatori, che devono firmare le schede elettorali all’esterno per autenticarle e verificare che siano a norma, devono identificare chi si presenta al seggio, assicurarsi che ogni elettore eserciti il diritto di voto in modo personale, libero e segreto.
Sono sempre loro che devono occuparsi dello spoglio delle schede, assistere il presidente e il segretario nella redazione dei verbali e in tutte le operazioni di scrutinio. Sono sempre gli scrutatori che devono provvedere al recapito dei plichi contenenti gli atti relativi alle operazioni di votazione. Compiti burocratici complessi a quelli in materia di polizia della sala delle elezioni ed all’obbligo del loro parere da parte del presidente in caso di reclami, anche reali, o di risolvere difficoltà e incidenti sollevati intorno alle operazioni delle sezioni.
Nei prossimi giorni la Corte d’appello nominerà i 23 presidenti di seggio, che in caso di rinuncia saranno sostituiti con decreto dal sindaco in carica con una metodologia prevista dalla legge e che non ammette valutazioni pregiudizievoli. Anche in questo caso Masci ha tutte le sue ragioni per rispedire al mittente ogni illazione. Ma quello che ci aspetteremmo dal sindaco in carica sarebbe solo un invito alla sua maggioranza e all’opposizione a provvedere con sorteggio alla nomina degli scrutatori.
*Comandante Polizia locale Roseto degli Abruzzi

